Immagini, parole, emozioni...

Autore: pinomignano (Pagina 1 di 10)

Ricordando Giuseppe Leone…

” L’amore si coltiva nel profondo e si manifesta nella discrezione , trasformando le sofferenze in gioie , condividendo ed alleviando gli altrui dolori e sminuendo i propri. ”

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“Se vuoi trasferire amore, devi amare tutto e tutti e non sfruttare il tuo fratello altrimenti quell’atto diventa un atto di egoismo . ”
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” Vivi intensamente ed in armonioso amore la tua vita
nel presente.Solo cosi saprai accogliere serenamente la morte
nella certezza di avere degnamente vissuto…”.
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Giuseppe Leone
09 agosto 1945 – 06 giugno 2016″

Ricordando con affetto un amico. Un maestro di vita.

 

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Le cose belle del nostro dialetto: ” A taliata… “

Le cose belle del nostro dialetto: “  ‘A taliata… “

Gli occhi , per loro natura, sono il mezzo più espressivo del corpo umano, rivelano le nostre emozioni, sono un punto di accesso alla nostra parte più nascosta e difficilmente mentono. “Taliare” significa guardare insistemente, usato spesso nella sua accezione negativa, ma  non rende in italiano l’ idea del senso che diamo a questo modo di dire qui in Sicilia. Prima anche solo per una “taliata “ di troppo si poteva perfino uccidere, specialmente per gelosia. A seconda del contesto “la taliata” assume significati diversi : la “taliata” che una mamma rivolge al proprio figlio iclude l’ invito a smettere di fare quello che sta facendo , gesto spesso accompagnato da un acciggliamento e un aspetto a mo di rimprovero. Poi c’e’ la taliata di abbordo: quando il maschio siculo, forte della sua “ sensualità “ lancia una taliata ad una fimmina di suo interessse, magari mentre è alla guida dell’ auto o in sella alla sua vespa. Poi c’e la “taliata” di sfida: quando due entrano in conflitto per un diverbio la “taliata” avviene pochi istanti prima di passare alle maniere forti. Ma la migliore “ taliata” di sempre è quando una sconosciuta ti guarda negli occhi: lì non c’e’ poeta o scrittore che ancora sia riuscito a dare una descrizione efficace di quell’ istante, perchè in quei pochi secondi, quando gli sguardi si incrociano, presente, passato e futuro si fondono in un assaggio di infinito.

Pino Mignano – 29 maggio 2017

Si ringrazia l’ amico Gianfranco Lo Piccolo per l’ ispirazione.

Discesa della statua della Madonna dei casi disperati di Carini (PA) – 24 maggio 2017

Cenni storici sulla devozione a Carini (PA) a cura di suor Alessandra Panepinto.

Per soddisfare la pietà dei fedeli, che desiderano sapere l’origine del portentoso simulacro della Vergine SS. Dei Casi Disperati, dichiarasi quanto segue:
Nell’anno 1885, quando il flagello del colera faceva strage nella bella Palermo e paesi limitrofi: le suore Collegine della S. Famiglia di Carini, essendo spaventate grandemente del terribile morbo, che ovunque si diffondeva: sembrandole il caso alquanto disperato, si rivolsero con viva fede alla Santa Madre di Dio.
E per impegnare maggiormente la Madre di Dio, a liberare dal colera, non solo il paese di Carini, ma anche tutte le famiglie e i parenti delle suore Collegine, le promisero che alla cessazione del flagello avrebbero fatta costruire una statua alla SS Vergine, dandole il dolce titolo di Madre dei Casi Disperati.
Ed in effetti fu libero il paese dal pestifero morbo, e l’aria pareva fosse adombrata col manto di Maria santissima, tanto era limpido e bello il cielo.
Tutte le famiglie e i parenti delle suore furono liberi non solo del colera, ma godettero in quel tempo di ottima salute.
E chi mai ha ricorso invano a questa Vergine incomparabile, che per essere ella la Madre di Dio ,è altresì Madre e Speranza nostra?
Fu ella la riparatrice del primo caso disperato, allorchè eravamo tutti perduti in Adamo: fu questa donna sublime, vestita di sole, come la vide San Giovanni nell’Apocalisse, che schiacciò il capo al dragone infernale: ella è e sarà sempre la nostra speranza e la nostra consolazione. A lei dunque ricorriamo in tutti i casi disperati, siano spirituali, siano temporali; ch’ella come madre amorosa ci accoglierà, avrà pietà di noi e ci farà parte dei tesori di quella grazia di cui ella è ripiena.

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Sono innumerevoli le grazie che largisce la Santa Vergine sotto questo dolce titolo dei Casi Disperati, che pare le fosse molto gradito; dal momento che il mondo presente è veramente un caso disperato… e solo la potente intercessione di Maria SS può salvarlo dalle infinite sciagure, sia spirituali che corporali.
Il suddetto simulacro si conserva con molta venerazione entro il Collegio, in apposita cappella vicino il coro delle religiose: una volta l’anno si espone in Chiesa, al pubblico culto, consacrandole il mese di maggio.
Però per comodità dei fedeli, che vistala una volta, non finivano di reclamare la sacra immagine, si è fatto dipingere un piccolo quadro che la rappresenta; e si tiene esposto alla pubblica venerazione nella chiesa di detto Collegio di Carini.
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Chi desidera grazie da questa gran Signora, venga a chiederle con fiducia ai suoi piedi, facendole il viaggio, per il qual mezzo la SS. Vergine ha operati stupendi prodigi.
Il viaggio si cominci dalla propria abitazione, con la recita del Santo Rosario, da terminarsi in Chiesa ai piedi di Maria dei Casi Disperati.

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Ancora oggi la Madre di Dio sotto il titolo di Maria dei Casi Disperati è venerata nella Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, annessa al Collegio di Maria Addolorata in Carini, via Renda 42
Tel 091 8661194 collegiodimaria2008@libero.it collegio di maria addolorata

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