Immagini, parole, emozioni...

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Domenica delle palme nella pandemia…

C’e’ una fede, quella intima, fatta di preghiere, in un rapporto personale con Dio, ognuno a modo suo. Esiste una fede, quella comunitaria, vissuta insieme agli altri, nella chiesa e in ogni manifestazione ad essa collegata.E poi c’e’ una fede spicciola, una fede “di popolo”, manifestazioni esterne che segnano i tempi e le ricorrenze, che contraddistingue una città e traccia l’ identità di un popolo rispetto ad un altro.E’ una fede immediata, che coinvolge i sensi, palpabile.Tutto questo manca… Ma ci riprenderemo quello che ci appartine, quello che i nostri nonni ci hanno dato in eredità.Non lasciamoci scoraggiare da questo periodo: è solo un periodo, una fase di transizione, e in quanto tale, ha avuto un principio e avrà una fine.

Come tutte le cose.

Buona domenica delle Palme.

Pino Mignano – 28/03/2021

La provvidenza…

E’ un freddo giovedì mattina di marzo.

L’ inverno sembra voglia concedersi un ultima passeggiata prima della primavera.

Una pioggia leggera mi accompagna nelle prime faccende quotidiane.

Dopo aver fatto colazione e sbrigato alcune cose in banca, mi dirigo al lavoro.

Ma prima entro in chiesa Madre per ” salutare” san Giuseppe, la statua che da qualche giorno è esposta presso l’ altare maggiore per la novena .

Mi soffermo un pò più del previsto innanzi ad essa, ammirandone l’ eccelsa fattura.

Sembra vivo san Giuseppe.

Gli occhi che ti parlano, quella mano poi, protesa verso il bambinello.

Che meraviglia!

Una delle migliori statue del nostro patrimonio artistico.

Avrei voluto rimanere ancora un pò ma il dovere ormai mi chiama..

Uscendo, davanti la chiesa mi si para davanti qualcosa di insolito:

una mia carissima amica porta sottobraccio un vecchietto che si trascina a passi lenti, lo sat riparando con l’ ombrello, mentre lei si sta bagnando dalla testa ai piedi.

Capisco, dopo il primo stupore iniziale, che lo sta accompagnando fino alla sua prossima destinazione.

Da lontano mi fa un cenno e mi da conferma che sta facendo la sua buona azione quotidiana.

Domani è la festa di san Giuseppe, da noi appellato col titolo di padre della provvidenza,

lui che giusto tra gli uomini, aveva accettato di farsi carico di un peso enorme, rispondendo a ciò per cui era stato chiamato.

La provvidenza agisce in vari modi e spesso non ci rendiamo nemmeno conto della sua potenza..

E’ un qualcosa che muove tutto, muove la gente e le relazioni umane.

In quel gesto spontaneo di quella amica, in quell’ atto di amore verso il prossimo, in una mattina di marzo ho visto questo.

Non abbiate paura di amare.

Nei piccoli gesti quotidiani, nella vita di tutti giorni basta un sorriso ( anche solo con gli occhi, visto il periodo che stiamo attraversando), basta una chiamata, basta un atto di gentilezza gratuita per dare ancora speranza a questo mondo.

Quando vi sentite di fare qualcosa, fatela.

Quando sentite quell’ impulso di aiutare qualcuno, fatelo.

San Giuseppe ne è stato testimone:

non c’e’ cosa più preziosa agli occhi di Dio dell’ amore disinteressato, gratuito.

Spesso potete salvare qualcuno senza volerlo.

Ma la cosa più bella è che cosi facendo salvate voi stessi.

Pino Mignano- 18 marzo 2021

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Ti scrivo qui…

Ti scrivo qui ,.

so che capirai,

anche se le mie parole non ti giungeranno.
Ti scrivo qui dove tutti leggono

e ognuno si chiederà a chi sto pensando.
Scrivo a te fatta di lacrime amare

che sanno di sale,

che sanno di sole

in giornate celate.


E poi a te che a fatica respiri

e mal sopporti il peso,la vita.


Che continui a chiedere

a cercare risposte

e lotti con mostri

che nessuno vede.


Ti scrivo qui in una sera di marzo,

mentre niente ha sensoo forse ce l’ ha.


Alzati e splendi tu che generi vita,

finestra aperta all’ amore.


Pino Mignano- 8 marzo 2021www.pinomignano.com

Un altra giornata

Un altra mattina.

Di quelle che a fatica riesci ad abbandonare sogni e mondi paralleli per tuffarti nella quotidiana routine.

Da un pò di tempo lascio la macchina sottocasa e scendo a piedi, specialmente quando so che potrò farne a meno anche al lavoro.

Affrontare lo stesso percorso, in una sequenza quasi identica, meccanica, tutti i giorni sembra quasi un film surreale.

Fare lo stesso percorso a piedi invece ti fa cambiare prospettiva, vedi le cose da un diverso punto di vista, incontri gente, bambini assonnati e mamme di corsa per non perdere la scuola.

Quei cinque minuti in più che perdi a piedi ti danno tempo per pensare, ti danno tempo per riflettere.

E’ già trascorso un anno dall’ ultima volta che siamo stati felici, l’ ultimo carnevale dei bambini in piazza, delle foto piene di colori.

Già in quei giorni aleggiava nell’ aria il pericolo che questo virus potesse invadere anche la nostra terra, ma per quel giorno, per carnevale, potevamo ancora stare spensierati e goderci quell’ ultimo giorno.

La serenità è durata solo un paio di settimane: di colpo quell’ incubo si è materializzato dal nulla e

dal nulla ha sconvolto le nostre vite.

Mentre mi perdo in queste riflessioni, giungo in piazza e mi viene naturale entrare in chiesa, cosa che faccio quasi ogni mattina.

Appuntamento fisso quando non sono in ritardo, è un modo per fare il punto della situazione, un modo per tirare le somme del giorno precedente, un modo per fare pianificare quello che mi si prospetta in quella giornata.

In silenzio, prego pure ogni tanto.

In silenzio osservo santi e persone, gesti semplici che mi scivolano accanto mentre giochi di luce fanno da sfondo, ora flebili ora prepotenti, tagliando di netto tra chiaroscuri le navate della chiesa Madre.

Di colpo il silenzio si fa più assordante.

Di colpo realizzo il senso di vuoto che quei banchi vuoti mi trasmettono.

E faccio mio il pensiero che in questo anno passato quello che pesano di più sono le assenze.

Tutte quelle persone cioè che da sempre hanno colorato il trascorrere dei giorni e che ora sorridono appena e ti salutano appena, come se un velo di tristezza si fosse posato sui loro occhi, unico punto del corpo fieramante rimasto a trasmettere emozioni.

Anche i bambini, se ci fate caso, sembrano più tristi: coi loro occhioni giganti cercano di intravedere i volti di chi hanno davanti e non riescono a capacitarsi di cosa siano tutte quelle maschere, ora bianche ora dai colori più disparati, che coprono le facce di tutti.

Magari pensano che ogni giorno sia carnevale, ma non sentono musica nè vedono volare coriandoli.

Ormai e’ ora di andare.

Inizia un altra giornata.

Pino Mignano – 5 marzo 2021.

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Carini e il carnevale di nostalgia

– Smuoviti! Alliestiti nca già è tardu. Pigghia a vestaglia ra nonna, a cinta ru nonno e u cappieddu ri pagghia. – Tu chi ti mietti?- Iu truvai na maschera ri beati paoli, na mazza ri plastica cu 2000 lire e un pigiama ri lana nto malasienu.- Stasira nni faciemu i sali ru Passalacqua e ri Casalini, chiddi nca assira un ci arrivamu. Puoi quannu siemu stanchi nni firmamu nni me zia e arristamu a manciari.I cannuola ci rissi ‘nca i pigghiava iu. Iddi purtavanu pizzi e sfinciuni….Amunì muoviti!!! Un la sienti chi vucciria chi c’e’ già pi strati?

Carini…e il carnevale di una volta…

Pino Mignano- 16 febbraio 2021 – martedi grasso 2021

Chi cosa è l’ amuri?

Chi cosa è l’ amuri?

Si mu dumanni, un tu sacciu diri.

Cuomu puozzu fari?

Puru cu milli paruoli nun puoi capiri.

Nun fa scrusicu,

nun fa rumuri,

ma nto mpiettu

puorta caluri.

Eni na vampa

sempre addumata

na vota babba

na vota nfuriata.

Pigghia a cinniri

e cumincia a ciusciari,

l’ amuri è sutta

un si pò astutari.

Po chiuoviri acqua

tirari vientu

iddu sempri batti

cuorpa nto piettu.

L’ amuri vieru

nun jetta vuci,

nun è diri sulu

” quantu mi piaci”

Eni vigghiari quannu fa scuru,

surura e lacrime a stricasali,

pinsieri e pinsieri rintra la tiesta,

stanchizza nta l’anima e dintra l’ uossa.

Eni turmientu e vuccati amari,

nuttati a priari nta nu spitali,

ciuri cugghiuti e mai regalati,

lettiri scritti e mai cunsignati.

L’ amuri è liggi

ma senza galiera,

ti tieni sempri

rintra a braciera.

E mai si saziu

e mai è abbastanza,

l’ amuri è la manu

ri la pruvvirienza.

Pino Mignano – 14 febbraio 2021

” Mi tradiva. Ho preso il coltello e l’ ho uccisa…”

È solo l’ ennesimo titolo dell’ennesimo omicidio per gelosia.La gelosia è un emozione umana e come tutte le emozioni umane a piccole dosi fa anche bene.

Ma quando la gelosia si trasforma in possesso, là scattano tutta una serie di meccanismi che, quando vengono portati all’eccesso, si inceppano dando luogo a episodi violenti, a gesti ormai troppo spesso estremi.A scuola ti insegnano storia, geografia, inglese ma non ti insegnano a gestire le emozioni. Un ragazzo, una ragazza, è lasciato quindi in balia dell’ ambiente in cui vive, delle amicizie che frequenta, dei modi di pensare, spesso a circuito chiuso, a cui è stato abituato.

Quando decidi di vivere con qualcuno quel qualcuno non è un oggetto programmato e inanimato. È un essere ” umano” e in quanto tale un essere guidato( se non travolto) da emozioni che cambiano di continuo.Un amore, quindi, può anche finire.Una relazione può anche terminare.Le cause possono essere tante.

Ma nessuno può arrogarsi il diritto di possedere un altro ( donne parlo anche di voi ) e a maggior ragione può arrogarsi il diritto di togliere la vita ad un altro.

Nessuno…

Pino Mignano – 09 febbraio 2021

Breve guida alla sopravvivenza in tempi moderni.

Ormai , si sa, la lingua inglese è entrata di diritto nella lingua italiana.

Molte parole infatti vengono usate quotidianamente senza pensarci su, bombrdati da media che ogni giorno vi fanno ricorso e di fatto mettendo in soffitto la nostra lingua ufficiale.

A noi siciliani per arrivare al concetto espresso parola vuole esprimere viene particolarmente difficle perchè prima la dobbiamo tradurre dall’ inglese all’ italiano e poi dall’ italiano al siciliano.

Siamo sicuri di usare queste parole inglesi nelle giuste occasioni o concetti?

Ecco una breve guida.

Cchiù scuru di menzanotti nun pò fari

A quanti in questo momento si trovano in difficoltà, nella disperazione, nello sconforto…

A volte, anzi molto spesso, ci sono passaggi obbligati nella nostra vita che aprono però a nuove strade.

Non ci è dato conoscere il nostro futuro, ma mai chiudere la porta alla speranza.

E’ quella in cui bisogna trovare la forza.Non può fare più buio della mezzanotte……anche nelle notti più travagliate sorgerà sempre il sole.

Pino Mignano – 31 gennaio 2021

Rosa

Rosa,di velluto vestita,rosa d’ inverno,rosa fiorita.
Spine appuntitee petali dipinti, racconti storied’ amore e d’ amanti.
Tu che di goccedi sangue creata, sigillo perfetto di serenata.
Profumi d’ argento, di oli antichi, ti apri a sguardi di innamorati.
Rosa di nottidi luna piena, tenuta tra mani di chi ancora trema.
Custode silentedi sempreterna speranza, di colpo scacci ogni amarezza.
Anche lacrimain te impigliatasi dissolve al cospetto di tanta bellezza.
Pino Mignano – 14 gennaio 2021

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