A quest’ ora molti di voi si staranno mettendo a tavola o stanno preparando il pranzo, altri magari stanno ancora dormendo.
Da ieri sera arrivano auguri, buoni propositi per l’ anno a venire, mentre ancora la testa va all’ anno che ci ha appena lasciati.
Inevitabile andare con la testa a tutto quello che questo virus ha combinato, però io, essendo ottimista per natura, non ho visto solo negatività in questo anno.
Mi correggo: non sono ottimista, ma più che altro realista con uno sguardo aperto a tutte quelle cose belle che riescono a venire fuori anche in un esperienza negativa.
Per mestiere sto sempre a contatto con le persone, riesco a leggerle solo osservando i loro gesti, riesco a percepire quello che provano. Dal mio negozio passa un umanità tanto varia che nemmeno immaginate.
Attraverso le loro storie, che poi diventano anche mie, ho visto l’ evolversi in questi mesi di tante storie diverse.
Il piccolo negozio di vicinato risulta essere meno asettico dei grossi centri commerciali e più intimo, forse perchè in fondo ci conosciamo un pò tutti forse perchè si sente proprio la necessità di instaurare un dialogo.
Diciamo che tuttosommato chi ha a che fare con la gente svolge pure un ruolo di pscologo: parruchieri, estetiste e compagnia ne sanno qualcosa.
Ma quello che più mi ha colpito in tutto questo caos è stato il silenzio.
Sicuramente quello in pieno lockdown quando le strade erano completamente deserte come avevamo visto fin ad ora solo nei film.
Il silenzio delle cerimonie religiose svolte senza la presenza di pubblico ( i brividi per quelle funebri, quasi surreali).
Il silenzio, spezzato da un pugno allo stomaco, con cui tanti nostri conoscenti in questo anno sono andati via senza poter dare loro un addio.

Ma accanto a tutto questo ho visto gente che non si è persa d’ animo, gente che si è data da fare e in silenzio si è messo fin da subito al servizio degli altri, adottando tutti i necessari accorgimenti pur di garantire un minimo di tranquillità, un minimo di ordinaria quotidianità.

Di questo 2020 conserverò i volti di tutte queste persone che ci hanno messo la faccia.

Ma permettetemi di ringraziare un uomo in particolare, che del silenzio e del servizio ha fatto una missione di vita. Lavorando accanto alla sua chiesa io e mio fratello ci siamo spesso confortati a vicenda, consigliati e incoraggiati.
Non immaginate nemmeno quello che è riuscito a muovere in questi mesi questa persona e quanto bene sia riuscito a fare.