La fine di Procopio è una commedia scritta da Rosolino Randazzo ( che è anche l’ interprete principale) sotto  la regia di Roberto Mangalaviti ( associazione A.FO. CA).  La storia, ambientata negli anni 6o,  parla di Procopio, un nonno che all’ imminente arrivo del primo nipote, si adopera affinchè il nascituro porti il suo stesso nome. Ma il figlio e la nuora, ritenendo il nome del nonno antiquato, decidono di adottarne uno più moderno, cosa questa che manda su tutte le furie Procopio. Sarà dunque la fine del nome che si tramanda di generazione in generazione? Forse…Ma è proprio Procopio che alla fine, lasciando tutti a bocca aperta, con un stratagemma, riesce a salvare il nome e la reputazione.

La commedia tiene il pubblico ancorato alla storia, che  scorre liscia e senza plateali colpi di scena. Degna di nota è sicuramente la scena madre, quando tutti si ritrovano seduti attorno al tavolo per pranzare e Procopio va su tutte le furie perchè ha appena appreso che suo nipote non porterà il suo stesso nome.

La commedia, nel corso degli anni , è stata messa in scena da più compagnie e in diverse zone d’ Italia, di volta in volta adattata al dialetto locale, riscuotendo l’ approvazione del pubblico.

Di seguito le foto delle prove generali…