Sono le emozioni che ti fregano. Sono quello che senti che va aldilà della ragione e che “ imbroglia” la ragione stessa che si trova ad essere offuscata dal un velo invisibile a se stessi ma spesso visibilissimo agli altri. Capita dunque di sbagliare , di cadere nell’ errore, di seguire convinzioni prese durante quella fase in cui l’ amore avvolge tutto e fa sentire tutto più bello, più leggero. Ma dietro ad ogni scelta ci sono responsabilità, dietro a ogni scelta ci sono conseguenze per se e per gli altri. E’ come prendere “una pala in mano e mettersi a scavare: una volta che cominci devi scavare fino in fondo non puoi abbandonare tutto e tornare indietro.”E’ questa in poche parole la morale di fondo della commedia andata in scena al Totuccio Aiello “ Quel simpatico del compare mio!”, l’ ultima fatica di Giovanni Mancuso, commedia che chiude la nona edizione del teatro amatoriale a Carini che ha visto impegnate durante l’ anno compagnie carinesi e dei paesi limitrofi.
Si ride, si piange , si riflette in questa commedia ( in pieno stile di Mancuso), ma se nella penultima commedia ho visto un Giovanni autore-attore “stanco”, defilato qui ne ho avuto la conferma. Ciò non toglie tuttavia valore o bellezza alla commedia, ma denota anzi una certa maturità in Giovanni che va nuovamente a rimarcare temi a lui cari. Preferisce ritagliarsi quindi la sua parte di attore-spettatore, sta quasi in sordina per tutta la commedia, per poi nel terzo atto dare l’ input a Maria ( sublime Rosalba Ferranti) affinché possa ravvedersi, cambiare e quindi scegliere. Amore e ragione sono la base di ogni sua commedia, un dualismo inscindibile, una lotta interiore, a cui tutti tutti siamo prima o poi chiamati, un equilibrio che cerchiamo di raggiungere, non senza sacrificicare spesso se stessi o gli altri. Forse esiste un arma capace di arrivare al compromesso: è il modo in cui si affronta questa lotta perché anche attraversando e subendo questi conflitti interiori che viene fuori la personalità di ciascuno. Possiamo non vedere quello che ci accade attorno, specialmente quando siamo innamorati, (ma ciò vale per qualsiasi altro stato emotivo), ma è quando rinsaviamo che ci è data la possibilità di scegliere se continuare a sbagliare o ritornare sui nostri passi, ammettere di aver sbagliato e ricominciare.

Abbiamo le chiavi e un paio di manette: possiamo tenerle chiuse o decidere di aprirle.

Tutto è nelle nostre mani. Tutto è possibile.

Dimenticavo: Giusi Cracchiolo nei panni di Assuntina “ adorabile”, Rosario Mannino ..lasciamo stare va…!

Pino Mignano – 16 dicembre 2019